OBESITÀ NEI BAMBINI: COME PREVENIRLA A TAVOLA

L’obesità infantile, detta anche obesità essenziale, è una forma di malnutrizione per eccesso altamente diffusa nei paesi industrializzati

OBESITÀ NEI BAMBINI: COME PREVENIRLA A TAVOLA

L’obesità infantile, detta anche obesità essenziale, è una forma di malnutrizione per eccesso altamente diffusa nei paesi industrializzati

COS’È L’OBESITÀ INFANTILE

Questa condizione clinica è caratterizzata da un eccesso di tessuto adiposo che fin dall’età pediatrica è in grado di indurre un aumento significativo di rischi per la salute (diabete, danno cardio-metabolico, ipercolesterolemia)¹. I fattori di rischio che portano allo sviluppo di questa patologia sono numerosi, variabili e dislocati nell’arco di tutta la vita². Vi sono però consistenti evidenze di un’associazione tra lo squilibrio di nutrienti della dieta nelle prime fasi della vita e il rischio aumentato di sviluppare obesità e malattie ad essa correlate nelle epoche successive³. Da qui nasce la necessità di prestare attenzione all’alimentazione infantile, considerandola non solo nutrimento indispensabile alla crescita ma anche strumento preventivo per non sviluppare obesità infantile e ulteriori rischi per la salute.
 

A COSA PRESTARE ATTENZIONE

ABITUDINI CORRETTE

• Sviluppare sane abitudini alimentari rappresenta lo strumento chiave nella prevenzione dell’obesità infantile. Si consiglia ad esempio di aderire a modelli alimentari variati ed equilibrati come la Dieta Mediterranea. Un pattern alimentare ricco in alimenti di origine vegetale (verdure, frutta, cereali integrali, legumi, noci, semi) caratterizzato da un intake medio-alto di pesce e da un consumo moderato di uova, pollame e prodotti caseari (latte, yogurt e formaggio) che si abbina ad un ridotto consumo di carne rossa e che impiega come principale fonte di grassi l’olio di oliva².
• È importante proporre fin da piccoli una dieta ricca e variegata, che rispetti correttamente le frequenze dei pasti e dei secondi piatti (trovi maggiori informazioni qui); E’ consigliabile offrire ai bambini una dieta varia, rispetto a ad una dieta limitata e monotona⁴.
• Di pari importanza è il numero di pasti giornalieri consumati; fino ai 12 anni di età i bambini dovrebbero infatti mangiare almeno 5 volte nell’arco della giornata, a partire dalla colazione mattutina. Saltare la colazione è infatti uno tra i primi fattori di rischio per lo sviluppo di sovrappeso e obesità, perché si ritiene abbia un ruolo cruciale nel bilancio energetico e nella regolazione alimentare².  

LA GIUSTA QUANTITÀ DI PROTEINE

Il contenuto proteico della dieta del bambino è da considerare una variante molto importante nel bilancio alimentare complessivo. Numerosi studi hanno dimostrato che un consumo elevato di proteine a partire dal divezzamento e nelle epoche successive aumenta il rischio di sovrappeso e obesità infantile²'⁵'⁶. Per questo motivo le comunità scientifiche raccomandano di limitare il consumo di proteine a massimo 15% dell’energia totale in neonati e bambini piccoli²'³. In che cosa si traduce questa indicazione? Significa adattare le porzioni dei secondi piatti in base all’età, consumando ad esempio mezzo omogeneizzato di carne, pesce, legumi o formaggio dai 6 ai 12 mesi di vita e un vasetto intero dal primo anno (puoi trovare tante altre indicazioni sulle porzioni a questo link).  

SNACK SALUTARI

Gli snack o spuntini di metà mattina e metà pomeriggio rappresentano una fonte nutrizionale altamente importante nei bambini più piccoli e fanno parte dei 5 momenti giornalieri dedicati al pasto. Nonostante il consumo di spuntini contribuisca ad un corretto intake energetico nei bambini, negli ultimi decenni è aumentato il consumo di snack ad elevata densità energetica nutrizionalmente non adeguati. Purtroppo, gli snack consumati dai bambini consistono sempre di più in dolci, bevande zuccherate e snack salati che tendono ad avere alta densità energetica, grassi saturi, zuccheri raffinati o elevato contenuto di sale. Per questo motivo il genitore deve imparare a proporre delle alternative salutari durante le merende e gli spuntini².  

BEVI L’ACQUA!

Tra le abitudini quotidiane che si apprendono fin dalle prime fasi del divezzamento, e che devono essere mantenuta durante tutta la crescita del bambino, vi è il consumo di acqua (trovi altre informazioni qui). È consigliato proporre e incoraggiare il bambino a bere acqua, così da evitare il consumo di altre bevande, come le bevande gasate e zuccherate, che non andrebbero somministrate ai più piccoli².
Le bevande zuccherate sono drink o bevande arricchite con dolcificanti calorici che, se consumati dai più piccoli, aumentano sensibilmente il consumo di zuccheri liberi (mono e disaccaridi) in neonati, bambini e adolescenti. Un consumo di zuccheri liberi superiore al livello raccomandato, in particolare se dovuto a bevande zuccherate, è associato ad un incremento ponderale in bambini e adulti, con il rischio dunque di sviluppare obesità infantile⁷. I succhi di frutta non sono considerati bevande zuccherate, e ad oggi non vi è alcuna evidenza dell’associazione tra consumo di succhi di frutta e aumento di peso².  

IL MOVIMENTO

Da ultimo, non bisogna dimenticare il movimento! La riduzione della sedentarietà e l’aumento dell’attività fisica sono elementi integranti della prevenzione dell’obesità infantile. Si consiglia ad esempio di dedicare al movimento almeno 180 minuti al giorno, anche non continuativi, nei bambini di 1-2 anni, mentre nei bambini di 3-4 anni di questi 180 minuti almeno 60 dovrebbero essere dedicati ad un’attività fisica moderata-intensa⁸. Sempre secondo le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità i comportamenti sedentari dovrebbero essere limitati, in particolare il tempo passato davanti agli schermi non deve essere superiore ad 1 ora a partire dai 2 anni di età, mentre non è raccomandabile esporre a televisione, video o schermi i bambini sotto i 2 anni⁸.  

IL RUOLO DEGLI ALIMENTI PER L’INFANZIA

Gli alimenti per l’infanzia sono alimenti adattati per andare incontro alle particolari esigenze nutrizionali e fisiologiche di neonati e bambini più piccoli e hanno il ruolo di alimenti di transizione. Dopo i 12 mesi è normale che avvenga una progressiva introduzione nella dieta del bambino anche degli alimenti tradizionali consumati dalla famiglia, purché tale introduzione sia graduale. Tuttavia, rimane sempre importante, per ragioni nutritive e di sviluppo, dare al bambino cibi appropriati per l’età, che per esempio non lo espongano ad intake eccessivo di grassi saturi, sale e zuccheri liberi⁴.
Pertanto, in questa delicata fase di transizione gli alimenti per l’infanzia possono essere utilizzati per intraprendere sane abitudini alimentari e limitare l’esposizione ad intake squilibrati di nutrienti. Ad esempio, dopo l’anno di età è possibile proporre alcune merende equilibrate come: abbinare uno Yogurtino specifico per l’infanzia ad una porzione di frutta fresca, consumare puree di frutta sottoforma di omogeneizzati o di Spremi e gusta, o ancora consumare il biscotto per l’infanzia sempre abbinato alla frutta fresca.
Sopra l’anno di età è possibile integrare nella merenda anche snack sapidi adatti al consumo dei più piccoli: Questi snack rappresentano delle valide proposte di snack per i bambini perché sono prodotti a base di verdure, senza alcuna aggiunta di sale, non fritti e il loro sapore delicato è l’ideale per i palati dei più piccoli.  

FONTI
¹Ministero della Salute, Dipartimento della prevenzione e della comunicazione direzione generale della sanità veterinaria e degli alimenti ufficio XII. Raccomandazioni per la diagnosi e il trattamento ambulatoriale dell’obesità essenziale in età evolutiva. Giugno 2004
²Verduci E, Bronsky J, Embleton N, Gerasimidis K, Indrio F, Köglmeier J, de Koning B, Lapillonne A, Moltu SJ, Norsa L, Domellöf M; ESPGHAN Committee on Nutrition. Role of Dietary Factors, Food Habits and Lifestyle in Childhood Obesity Development: A Position Paper From the European Society for Paediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition Committee on Nutrition. J Pediatr Gastroenterol Nutr. 2021 May 1;72(5):769-783.
³Frassinetti A.; Gussoni M. T.; ATS Milano Città Metropolitana Consensus Primi 1000 Giorni Di Vita. Alimentazione Complementare Da 6 a 24 Mesi. Aspetti Applicativi 2016.
⁴Alimentazione dei lattanti e dei bambini fino a tre anni: raccomandazioni standard per l’Unione Europea
⁵Fewtrell M, Bronsky J, Campoy C, et al. Complementary feeding: a position paper by the European Society for Paediatric Gastroenterology, Hepatology, and Nutrition (ESPGHAN) Committee on Nutrition. J Pediatr Gastroenterol Nutr 2017;64:119–32.
⁶Appleton J, Russell CG, Laws R, et al. Infant formula feeding practices associated with rapid weight gain: a systematic review. Matern Child Nutr 2018;14:e12602.
⁷Fidler Mis N, Braegger C, Bronsky J, et al., ESPGHAN Committee on Nutrition. Sugar in Infants, Children and Adolescents: a position paper of the European Society for Paediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition Committee on Nutrition. J Pediatr Gastroenterol Nutr 2017;65:681–96.
⁸World Health Organization. Guidelines on physical activity, sedentary behaviour and sleep for children under 5 years of age. 2010

IL CONSIGLIO DELLA NUTRIZIONISTA

Dr.ssa Giulia Fiore

Sono Giulia Fiore, Nutrizionista ​con esperienza in ambito clinico-sanitario. Appassionata e attenta riguardo i temi di educazione alimentare​ infantile, credo nel ruolo fondamentale della nutrizione nei primi 1000 giorni di vita del bambino.​ Sono qui insieme a Plasmon per darvi consigli utili sull’alimentazione, attraverso tante ricette e menu con le quali potrete variare in qualità e sicurezza il percorso nutrizionale dei vostri bambini.​

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