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Frutta neonato: quando darla e come prepararla

Frutta neonato: quando darla e come prepararla
plasmon
Scrittore ed esperto1 anno fa
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Quando e come introdurre la frutta nello svezzamento del bambino

È bene incoraggiare i bambini al consumo di frutta fin dall'inizio del divezzamento. Scopri come farlo nel modo giusto.

Durante il divezzamento inizia l’introduzione degli alimenti nella dieta del bambino. In questa fase, i bambini iniziano a consumare non solo i cibi sapidi, come le creme di cereali, i brodi e gli omogeneizzati, ma anche cibi dolci come la frutta. È bene incoraggiare i bambini al consumo di frutta fin da inizio divezzamento, per favorire precoci esperienze alimentari.

Come iniziare con la frutta a 6 mesi

Il consumo della frutta è importante già a partire dai 6 mesi, periodo attorno al quale avviene l’inizio dell’alimentazione complementare, anche nota come svezzamento. La prima pappa viene solitamente proposta al posto della poppata di mezzogiorno. Al termine della pappa di mezzogiorno, è bene poi proporre anche i primi assaggi di frutta. Se il tuo bambino dopo la pappa sapida del pranzo risulta già sazio, è possibile proporre la frutta durante gli spuntini di metà mattina o di metà pomeriggio [1].

La frutta però non deve rappresentare un sostituto del latte materno, o in formula, ma un alimento che va a complementare i nutrienti che sono garantiti dal latte. Per tale ragione i primi mesi del divezzamento è preferibile consumare a metà mattina uno spuntino base frutta e nel pomeriggio favorire il consumo di latte materno o in formula, o viceversa.

A che ora dare la frutta ai bambini?

È bene imparare delle corrette abitudini alimentari fin da piccoli, per tale ragione i bambini dovrebbero abituarsi fin dal divezzamento a consumare una porzione di frutta al termine dei pasti! Dopo la pappa di mezzogiorno e/o la pappa serale, incoraggiate i vostri bambini a consumare frutta fresca di stagione o l’omogeneizzato di frutta. Allo stesso modo anche durante lo spuntino di metà mattina o di metà pomeriggio, che devono assicurare rispettivamente il 5 % e il 10 % delle calorie giornaliere, può essere consumata una porzione di frutta o di yogurt [2].

Quante porzioni di frutta a 6 mesi?

La frutta, come le pappe, può essere introdotta gradualmente durante il divezzamento. Nel periodo compreso tra i 6 e i 12 mesi bisognerebbe garantire due porzioni di frutta al giorno. In seguito dopo i 12 mesi di vita, i bambini, come gli adulti, dovrebbero arrivare a consumare tre porzioni di frutta ogni giorno [1].

La quantità di frutta da proporre sarà inferiore rispetto alla porzione dell’adulto: nel bambino di 6-12 mesi è possibile proporre mezzo vasetto di omogeneizzato di frutta o 40-50 g di frutta fresca, mentre nel bambino sopra i 12 mesi la porzione è pari ad un vasetto di omogeneizzato di frutta oppure a 80-100 g di frutta fresca.

Come preparare la frutta ai neonati

I primi assaggi di frutta devono essere proposti in una consistenza adatta all’età del bambino. In considerazione delle abilità masticatorie che i bambini hanno a 6 mesi, la frutta può essere inizialmente offerta sottoforma di purea, ovvero la consistenza tipica dell’omogeneizzato di frutta. In alternativa, è possibile proporre frutta fresca di stagione purché opportunamente tagliata. Per esempio, è possibile offrire al bambino la banana schiacciata con la forchetta, oppure la mela o la pera sbucciate e grattugiate [1-3].

Con la crescita il bambino sviluppa maggiori abilità alimentari e masticatorie e diventa quindi possibile proporre la frutta anche sottoforma di piccoli pezzetti [4]. Il taglio più opportuno di ogni singolo frutto deve essere sempre valutato accuratamente, in modo da offrire al bambino alimenti con “tagli sicuri”.

Ricordatevi che i bambini non conoscono la frutta e ne fanno esperienza per la prima volta proprio in questa fase. Per tale ragione non scoraggiatevi di fronte al rifiuto ma proponete più volte lo stesso alimento, finché il bambino non inizierà ad accettarlo. Infine, non bisogna dimenticare che i bambini non hanno gli stessi gusti degli adulti: non serve aggiungere lo zucchero per rendere la frutta più dolce, ma manteniamo il gusto naturale della frutta!

Quale frutta non dare ai neonati

Fino a qualche anno fa l’introduzione di alcuni frutti veniva ritardata oltre il primo anno di vita e spesso si faceva riferimento ad un ordine preciso di introduzione di tali alimenti, poiché si riteneva che il loro consumo determinasse un maggiore rischio di sviluppo di allergie. Questa teoria è stata oggigiorno smentita da numerosi studi scientifici che hanno dimostrato che non vi sono evidenze per ritardare l’introduzione dei frutti allergizzanti [5,6].

Durante il divezzamento i bambini possono fare esperienza alimentare di tutti i frutti, senza alcuna esclusione. Gli aspetti da tenere in considerazione sono sia il taglio dei cibi, di cui abbiamo già parlato, che la sicurezza degli alimenti per il bambino.

Tra le diverse tipologia di frutta, quella che non deve essere consumata dai bimbi piccoli è la frutta candita. La frutta candita, infatti, non possiede le proprietà nutrizionali della frutta fresca ma viene prodotta con l’aggiunta di zucchero, il cui consumo deve essere scoraggiato durante il divezzamento.

…e i succhi di frutta?

Il termine “succo di frutta” si riferisce al succo prodotto mediante spremitura della frutta. I succhi contengono i nutrienti della frutta, ad eccezione delle fibre, che sono invece responsabili di numerosi effetti benefici per la salute. I succhi presenti sul mercato possono poi avere tra gli ingredienti glucosio, fruttosio, saccarosio o altri “zuccheri aggiunti”, ovvero non naturalmente presenti negli alimenti. Un eccessivo consumo di “zuccheri aggiunti” nei primi anni di vita rimane motivo di preoccupazione perché si associa a numerosi rischi per la salute del bambino, tra cui l’aumentato rischio di carie ed erosione dei denti [7].

È importante quindi saper riconoscere le fonti di zucchero nell’alimentazione: frutta e latte sono fonti naturali di zucchero ed è importante che facciano parte dell’alimentazione quotidiana; al contrario i succhi di frutta e le bevande zuccherate sono fonti non naturali di zucchero (per maggiori informazioni leggi anche “Zucchero: età di introduzione e quantità”).

In conclusione, bere un succo non equivale a consumare una porzione di frutta fresca!

FONTI:
  • Frassinetti A.; Gussoni M. T.; ATS Milano Città Metropolitana Consensus Primi 1000 Giorni Di Vita. Alimentazione Complementare Da 6 a 24 Mesi. Aspetti Applicativi 2016.
  • Manuale di nutrizione in età evolutiva, SIPPS - Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (2016)
  • Guido Brusoni, Rosanna Moretto, Leo Venturelli, a cura della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) Da 0 a 6 anni. Una guida per la famiglia. 2007
  • Maurizio Iaia. Lo svezzamento e oltre, secondo natura: gli attori, la posta in gioco, gli strumenti. Quaderni acp 2008; 15(5): 216-222
  • Fewtrell M, Bronsky J, Campoy C, Domellöf M, Embleton N, Fidler Mis N, Hojsak I, Hulst JM, Indrio F, Lapillonne A, Molgaard C. Complementary Feeding: A Position Paper by the European Society for Paediatric Gastroenterology, Hepatology, and Nutrition (ESPGHAN) Committee on Nutrition. J Pediatr Gastroenterol Nutr. 2017 Jan;64(1):119-132.
  • Alvisi P, Brusa S, Alboresi S, Amarri S, Bottau P, Cavagni G, Corradini B, Landi L, Loroni L, Marani M, Osti IM, Povesi-Dascola C, Caffarelli C, Valeriani L, Agostoni C. Recommendations on complementary feeding for healthy, full-term infants. Ital J Pediatr. 2015 Apr 28;41:36.
  • Alimentazione dei lattanti e dei bambini fino a tre anni: raccomandazioni standard per l’Unione Europea.
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