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Alimentazione

Piselli nello svezzamento: come e quando introdurli

Piselli nello svezzamento: come e quando introdurli
plasmon
Scrittore ed esperto3 mesi fa
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A quanti mesi introdurre i piselli nello svezzamento?

I piselli appartengono alla categoria dei legumi, un gruppo alimentare che nella nostra dieta viene considerato una fonte proteica, seppur ricco anche in carboidrati. Il consumo di piselli, e di tutti i legumi, deve essere favorito fin da inizio svezzamento. Infatti, si consiglia di introdurre i legumi nei primi mesi dopo l’inizio dello svezzamento senza ritardare la loro introduzione nella dieta (1). Il gruppo alimentare dei legumi, di cui i piselli fanno parte, è considerato un ottimo alleato per integrare il fabbisogno di ferro e zinco del lattante (2). Non solo, i legumi sono anche un’importante fonte di fibre nella dieta del bambino (2).

I piselli, come ceci, fagioli, lenticchie e tutti gli altri legumi, sono una fonte alimentare ricca in proteine; dunque, non andrebbero associati nella pappa assieme ad altre fonti proteiche, come uova, pesce, carne e formaggi, ma piuttosto alternati ad essi. Si consiglia di offrire i legumi in abbinamento ad una fonte di cereali, come pasta, riso e creme di cereali. I piselli non rientrano nel gruppo alimentare delle verdure, e non devono essere considerati un ortaggio da impiegare come “contorno”. Al contrario possono essere abbinati a numerose verdure per creare piatti gustosi, come la crema di piselli e zucchine, la pasta con piselli e carote oppure il riso con piselli e fagiolini.

Come introdurre i piselli decorticati nello svezzamento

Tra tutti i legumi, i piselli sono quelli con il gusto più dolce e delicato. Per tale ragione vengono facilmente accettati nelle prime pappe del lattante, e per i bambini risultano gustosi e molto appetibili. Come tutti i legumi, la buccia più esterna dei piselli contiene elevate quantità di fibra che non vengono digerite dal nostro organismo e transitano all’interno del nostro intestino. Siccome il lattante possiede un intestino sensibile queste fibre possono comportare la formazione di gas intestinale o coliche addominali. Di conseguenza si raccomanda di proporre durante lo svezzamento legumi e piselli decorticati, ovvero senza la buccia esterna del legume.

I piselli decorticati possono essere acquistati in negozio o in alternativa è possibile rimuovere le bucce manualmente impiegando il passaverdura. Il passino svolge infatti la funzione di “setaccio” e separa le bucce dei piselli dalla restante parte dell’alimento. Attenzione: usare il frullatore non equivale ad impiegare il passaverdura; infatti, il frullatore non separa le bucce ma le sminuzza soltanto, lasciandole dunque all’interno della pappa. Durante lo svezzamento è anche possibile proporre gli alimenti per l’infanzia, come gli omogeneizzati a base di legumi, che rispettano elevati standard qualitativi e di sicurezza alimentare.

Quanti piselli dare ai bambini sotto l’anno di vita?

Le linee guida consigliano di proporre ai bambini di età 6-12 mesi o mezzo vasetto di Omogeneizzato a base di piselli (40 g), o 25 g di piselli freschi o surgelati (1). Dopo l’anno di vita nella fascia di età 12-24 mesi la porzione aumenta ed è possibile proporre un intero vasetto di Omogeneizzato (80 g) o in alternativa 30 g di piselli freschi o surgelati (1).

Le abitudini alimentari acquisite nei primi anni di vita tendono a persistere negli anni successivi, perciò, è importante prestare attenzione alla frequenza settimanale degli alimenti proteici proposti. Si raccomanda di consumare i legumi circa 3-4 volte a settimana (1,2).

Le proprietà nutritive dei piselli

Come il gruppo dei legumi, i piselli sono una fonte di proteine per la nostra dieta, per ottimizzare la loro qualità proteica è ottimale abbinarli ad una porzione di cereali. I piselli contengono anche una percentuale di carboidrati, ma a differenza degli altri legumi ne hanno un contenuto inferiore. Sono poi un’importante fonte di fibra e di minerali, come potassio, ferro, calcio e fosforo. Tra le vitamine in essi contenuti vi sono l’acido folico, anche noto come vitamina B9, e apprezzabili quantità di beta-carotene, precursore della Vitamina A (3).

 

plasmon
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