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Educazione

Osservare i comportamenti per ascoltare le emozioni dei bambini

Osservare i comportamenti per ascoltare le emozioni dei bambini
Elisa Pella
Scrittore ed esperto17 giorni fa
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Osservare i comportamenti per ascoltare le emozioni dei bambini

I bambini parlano anche senza parole. Quando lanciano un oggetto, quando scoppiano a piangere, quando scappano via...quello che stanno cercando di fare, a modo loro, è comunicare. Anche noi adulti, chi più chi meno consapevolmente, portiamo avanti una comunicazione paraverbale che è fatta di gesti, di toni di voce, di pause ed espressioni facciali. Pensaci bene: comunichi quando abbassi lo sguardo, quando dai una carezza e quando alzi gli occhi al cielo. Spesso questi segnali rivelano anche di più di come ci sentiamo rispetto a quello che scegliamo di dire. Per un bambino o una bambina la cui comprensione di sé è ancora limitata e la cui capacità di verbalizzazione è ancora scarsa, la comunicazione avviene soprattutto attraverso l'uso del corpo, che è proprio un veicolo di messaggi non filtrati.

A volte pensiamo o siamo indotti a pensare che l’obiettivo dell’educazione sia eliminare (reprimere, far scomparire) i comportamenti “scorretti” dei bambini. Ma siccome il comportamento è una forma di comunicazione, ogni comportamento porta con sé un messaggio ed estinguerlo senza ascoltare significa perdere un'occasione per conoscere, capire e aiutare i bambini. I “messaggi” veicolati dai comportamenti hanno solitamente a che fare con l'espressione di emozioni (mi sento arrabbiato) o bisogni (sono stata ferma troppo a lungo, ho bisogno di muovermi). Emozioni e bisogni non scompaiono se ce la prendiamo con il sintomo, ma anzi, generalmente tornano a manifestarsi in un altro modo, spesso più forte o più scomodo.

Ora ti faccio un esempio pratico. La scena è questa: dopo le ore passate all'asilo o alla scuola materna, la bambina o il bambino è irritabile e facile al pianto, ha allontanato da sé i biscotti che gli sono stati dati per la merenda e si è buttato per terra.

Un metodo per ascoltare e gestire le emozioni dei bambini?

Possiamo osservare il comportamento, descriverlo, provare a collegarlo con un'emozione o un bisogno e offrire la nostra presenza calma e regolata.

Invece di sbottare: “Mammamia che fatica così però! Le maestre dicono che va sempre tutto bene poi arrivi a casa e fai ste scene, non è giusto. Se non vuoi i biscotti arrangiati, oggi non fai la merenda!”

Possiamo provare così: “Vedo che oggi è molto difficile per te sederti a fare merenda. Forse è stata una giornata faticosa e sei un po' stanco. A volte anche io sono così stanca che vorrei buttarmi sul pavimento della cucina. (Si sdraia accanto ma senza toccarlo) Sai cosa mi fa sempre bene in questi casi? Un abbraccio. Proviamo con un abbraccio?”

Quando i bambini sono in difficoltà non chiediamo loro di verbalizzare, non li spingiamo a spiegarci perché stanno facendo così, li osserviamo e cerchiamo di capirli. Una volta tornato il sereno potremo riflettere insieme sull'accaduto.

Vorrei tranquillizzarti sul fatto che ascoltare non significa assecondare. Scegliere di dare attenzione ai comportamenti per arrivare a capire come si sentono i bambini e di cosa hanno bisogno è una parte di due importantissimi processi: quello della loro alfabetizzazione emotiva e quello della costruzione della fiducia in noi come figure di riferimento affidabili. Vogliamo che i bambini, imparando a conoscere le loro manifestazioni fisiche, arrivino a capire come esprimere in un altro modo le loro necessità e contemporaneamente vogliamo che si fidino della nostra capacità di comprenderli e accettarli. E accettarli non è sinonimo di accontentarli.

Elisa Pella – Il genitore consapevole Parent coach

Elisa Pella
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