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Alimentazione

Selettività alimentare bambini: cos’è e cosa fare

Selettività alimentare bambini: cos’è e cosa fare
Giulia Fiore
Scrittore ed esperto26 giorni fa
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Cos’è la selettività alimentare e come prevenirla

L’atteggiamento dei bambini nei confronti dell’alimentazione può essere molto variabile nel corso della crescita. Durante i primi anni di vita, circa il 20-30% dei bambini può mettere in atto alcuni comportamenti di rifiuto verso i cibi nuovi e sconosciuti, dimostrandosi così contrariato nel provare nuovi alimenti e sapori: questa fase viene chiamata anche alimentazione selettiva.

Le abitudini alimentari sonocontagiose: i bambini a tavola osservano e imitano i comportamenti di chi sta loro accanto, i genitori quindi, dovrebbero dare il buon esempio nel trasmettere delle sane abitudini alimentari. Altrettanto importante è garantire una dieta varia; bisogna evitare di cadere nell’abitudine di proporre sempre le solite pietanze causano noia e monotonia. Rischiando così di sfociare in un rifiuto e in comportamenti alimentari che possono comportare delle carenze e squilibri nutrizionali. Si consiglia quindi di adottare un’alimentazione quanto più varia e ricca fin dalla prima infanzia.

L’occasione del pasto è un momento importante per il bambino e la presenza di schermi potrebbe essere causa di distrazione per il piccolo. Spegnere gli schermi e vivere la tavola come un momento relazionale oltre che alimentare è la strategia migliore. Da ultimo l’appetito e la gioia a tavola vengono favorite da un’atmosfera serena e rilassata. Bisognerebbe rispettare gli eventuali rifiuti senza insistere perché il cibo venga consumato e senza punire o premiare il bambino per il suo comportamento alimentare. Tuttavia, se i comportamenti selettivi e neofobici persistono, in maniera tale da influenzare negativamente la crescita del bambino, è consigliabile rivolgersi al pediatra.

Quando inizia la selettività alimentare

Durante l’infanzia potrebbe presentarsi il comportamento della selettività alimentare nei bambini, definita come neofobia o disturbo selettivo dell’alimentazione. Raggiunge il picco tra i 2 e i 6 anni di età. I bambini che scelgono di consumare e accettare solo alcuni alimenti mirati rifiutando così tutti gli altri, vengono definiti Picky Eaters (letteralmente dall’inglese pickiness, ovvero selettività).

Alimentazione selettiva: come intervenire

I comportamenti selettivi e i rifiuti alimentari, sono motivo di preoccupazione genitoriale, tuttavia non devono generare un clima di ansia e tensione familiare. È bene ricordarsi che l’evoluzione alimentare procede di pari passo con lo sviluppo delle abilità e della crescita; pertanto, un rifiuto del bambino può rappresentare una parziale conquista di autonomia e di indipendenza nel voler decidere i propri gusti a tavola. Di fronte a questi comportamenti alimentari il genitore dovrebbe dimostrarsi paziente e rilassato, senza obbligare o forzare il bambino a consumare il pasto, poiché si potrebbe incorrere nell’effetto opposto. Il genitore, infatti, è il responsabile della preparazione e dell’offerta del cibo, ma è il bambino che da solo sceglie quanto consumarne in relazione al proprio appetito e al senso di autoregolazione.

Come far mangiare un bambino selettivo

L’alimentazione selettiva nei bambini è una fase naturale che può presentarsi durante la crescita del piccolo. Per assicurare un’alimentazione equilibrata i genitori dovrebbero seguire alcuni accorgimenti. Vediamoli insieme:

  1. Per i bambini tutti i cibi inizialmente sono sconosciuti e lo schema di accettazione dei cibi nuovi o cibi salutari può richiedere molto tempo, fino anche a 12-15 esposizioni. I cibi devono quindi essere offerti ripetutamente con molta pazienza da parte del genitore, poiché l’accettazione potrebbe affermarsi solo in seguito. Per aiutare il bambino in questo percorso, si possono affiancare gli alimenti non graditi assieme a quelli di suo gusto per invogliarlo e incuriosirlo ad assaggiare il piatto.
  2. È importante instaurare delle sane abitudini alimentari, servendo pasti e spuntino di metà mattina e di metà pomeriggio tendenzialmente allo stesso orario. Le merende rappresentano delle occasioni di consumo di alimenti nutrienti, che tuttavia non devono essere eccessivi e sbilanciati poiché potrebbero influenzare negativamente il senso di appetito al pasto successivo.

Importante però non tralasciare questi altri suggerimenti:

  1. Coinvolgere il bambino nei momenti di acquisto e di preparazione delle pietanze è un’ottima strategia per stimolare in lui interesse verso gli alimenti che poi si troverà a consumare a tavola.
  2. Gli alimenti rifiutati o non accettati non devono essere eliminati dai menù della famiglia, bensì si consiglia di continuare a prepararli con una certa regolarità senza predisporre di menù alternativi in caso in cui non venga consumata la pietanza ma semplicemente accettando il rifiuto.
  3. Per assecondare i gusti del bambino è possibile, per esempio, proporre le pietanze variando la ricettao abbinandole a sapori e consistenze diverse.

 

FONTI

-Linee guida CREA per una sana alimentazione. Revisione 2018.

-Manuale di nutrizione in età evolutiva, SIPPS - Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (2016)

- Da 0 a 6 anni. Una guida per la famiglia. Guido Brusoni, Rosanna Moretto, Leo Venturelli, a cura della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, SIPPS (2007).

-Alimentazione dei lattanti e dei bambini fino a tre anni: raccomandazioni standard per l’Unione Europea

-Mayo Clinic, Helahty Lifestyle: Children's health. (URL:

https://www.mayoclinic.org/healthy-lifestyle/childrens-health/in-depth/childrens-health/art-20044948 )

- Centers for Disease Control and Prevention, Division of Nutrition, Physical Activity, and Obesity: Tips to Help Your Picky Eater. (URL: https://www.cdc.gov/nccdphp/dnpao/features/picky-eaters/index.html )

Giulia Fiore
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