Inappetenza bambini: cosa fare e quando preoccuparsi
Cos'è l'inappetenza nei bambini
L'inappetenza è la mancanza o la riduzione di appetito che si può verificare in qualsiasi età della vita. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) non fornisce una definizione specifica di "inappetenza" ma pone l’attenzione sull’importanza di differenziare le condizioni in cui è normale che si verifichi un ridotto interesse per il cibo o un ridotto introito alimentare da quelle in cui è necessario approfondire per escludere un problema di salute del bambino.
In generale, si considera patologica l’inappetenza se si presenta come un rifiuto persistente e protratto del latte o del cibo, l’associazione con cambiamenti comportamentali e sintomi e/o segni inusuali per il bambino. È quindi importante indagare la durata e l’intensità e distinguere se si tratti di un vero o di un falso problema. Ricordate che per il bambino, soprattutto nei primi anni di vita, mangiare richiede un processo di apprendimento che non è uguale in tutti i bambini.
Quali sono i sintomi dell'inappetenza nei bambini
Tipicamente il bambino inappetente mostra una riduzione dell’appetito rifiutando alcuni pasti e può non voler mangiare cibi che normalmente gradisce. Potrebbe presentare variazioni del comportamento alimentare con selettività rispetto ai cibi, mangiare a orari diversi o saltare un pasto senza mostrare segni di disagio significativo.
Quali sono le possibili cause
Le inappetenze transitorie si possono verificare in particolari momenti della crescita e della vita del bambino, solitamente non danno sintomi e si risolvono spontaneamente. Un'inappetenza transitoria può rappresentare la conseguenza di un cambiamento: cambiamento nella dieta, nascita di un fratellino o di una sorellina, cambio di stagione o trasloco.
Nel periodo dello svezzamento, il lattante potrebbe accettare meno volentieri l’inserimento di cibi semi-liquidi e/o solidi nella dieta e rifiutare determinati tipi di cibo. Se il Pediatra valuta che la crescita è adeguata, non c’è da preoccuparsi. Nel periodo della dentizione (intorno ai 6 mesi di età) la masticazione può essere fastidiosa e potrebbe mangiare di meno.
Nel secondo anno di vita, la crescita del bambino rallenta rispetto al primo anno, e di conseguenza anche l’appetito può diminuire. È importante non forzarlo a mangiare se non ne ha voglia, ma allo stesso tempo evitare di proporgli esclusivamente alimenti che sappiamo già essere di suo gradimento o poco bilanciati dal punto di vista nutrizionale. Questo atteggiamento, infatti, potrebbe incoraggiare un’alimentazione selettiva e portare a squilibri nutrizionali.
Anche un bambino in buona salute non sempre ha lo stesso appetito: come per noi adulti, l’appetito può variare da un pasto all’altro o da un giorno all’altro.
A volte le scorrette abitudini alimentari possono portare ad un’apparente inappetenza: il bambino che mangia spesso fuori pasto avrà meno appetito ai pasti principali.
L’inappetenza potrebbe essere un modo di richiedere attenzione ai genitori, per comunicare a mamma e a papà una situazione di disagio psicologico.
Quando iniziare a preoccuparsi per l’inappetenza nei bambini?
Nei lattanti e nei bambini, il rifiuto persistente del cibo può essere anche un sintomo di altre condizioni. È quindi fondamentale consultare il Pediatra per valutare la presenza di eventuali sintomi e/o segni associati che potrebbero suggerire la presenza di condizioni sottostanti. Bisogna pensare ad infezioni (delle vie urinarie, vie respiratorie, faringiti, gastroenteriti), malassorbimento, allergie/intolleranze alimentari, carenze nutrizionali (ad esempio anemia), disturbi endocrini, malattie renali/epatiche, cardiopatie congenite, malattie metaboliche, neoplasie. Inoltre, l'inappetenza dei bambini va distinta dall'anoressia che rappresenta una malattia di interesse neuropsichiatrico con una importante componente psicologica alla base.
Quindi, in quali situazioni è opportuno preoccuparsi? Ad esempio:
- Calo ponderale e/o arresto di crescita
- Sintomi e/o segni di disidratazione (cute secca, mucose asciutte, occhi alonati…)
- Affaticamento o letargia
- Pallore cutaneo
- Febbre
- Dolore non meglio localizzato
- Vomito
- Diarrea
- Difficoltà nella masticazione e/o deglutizione
- Rifiuto ripetuto del biberon
- Pianto inconsolabile
- Difficoltà respiratoria
- Carenze nutrizionali di macro e micronutrienti.
I rimedi per l'inappetenza
Nel caso in cui il Pediatra confermi che la crescita del bambino è nella norma, è fondamentale adottare degli approcci comportamentali per evitare che i pasti diventino un momento di conflitto o che il cibo venga utilizzato come strumento di ricatto.
1. Evitare la forzatura alimentare: costringere il bambino a mangiare controvoglia può innescare un rapporto negativo con l’alimentazione, generando rifiuto nei confronti del cibo.
2. Evitare di pensare al bambino come ad un adulto: ogni bambino ha i suoi tempi e potrebbe avere un appetito variabile, così come impiegare più o meno tempo per mangiare; non bisogna pensare che il piccolo debba assecondare e soddisfare le aspettative degli adulti. Questa pratica potrebbe portare ad un'assunzione alimentare eccessiva rispetto ai reali bisogni e, a lungo andare, potrebbe instaurare un cattivo rapporto con il cibo.
3. Non riproporre immediatamente un pasto rifiutato: se il bambino rifiuta un pasto, evitare di proporlo di nuovo a breve termine. Continuare a insistere potrebbe diminuire ulteriormente l’appetito.
4. Non preparare un pasto alternativo immediato: se il bambino rifiuta occasionalmente un pasto, è consigliabile saltare direttamente al pasto successivo anziché preparare una nuova pietanza.
5. Non cedere a ricatti alimentari: se il bambino percepisce che il rifiuto del cibo porta a ottenere ciò che desidera, potrebbe sviluppare un comportamento manipolativo.
6. Evitare di utilizzare il cibo come premio: offrire un premio, come una caramella o un gioco, in cambio di cibi considerati meno graditi, rinforza l'idea che alcuni alimenti siano meno appetibili rispetto ad altri e induce il bambino a considerare l’alimentazione come un gioco.
7. Evitare di usare il cibo come punizione: punire il bambino con la privazione di un'attività piacevole (ad esempio, giocare) in caso di rifiuto del cibo può generare ansia e negatività durante i pasti, con il rischio di trasformare il momento del pasto in un'esperienza stressante.
8. Evitare le distrazioni: il pasto è un momento educativo e di condivisione tra il bambino e i genitori. Dovrebbe quindi rappresentare un momento che esclude altre attività, come giocare o guardare la televisione. Elementi di distrazione possono portare a rifiutare il cibo e a compromettere la sua capacità di comprendere l'importanza del momento del pasto.
Se il Pediatra lo riterrà opportuno, potrebbe suggerirvi l’uso di specifici integratori. Questi non andranno a sostituire il pasto, ma aiuteranno a colmare eventuali carenze nutrizionali. Ecco alcuni integratori utili in base alle specifiche esigenze del bambino:
Le Vitamine del gruppo B (in particolare B1, B2, B3, B5, B6, B7, B9, B12) sono coinvolte principalmente nel metabolismo energetico, nel buon funzionamento del sistema nervoso e nel metabolismo del ferro. La Vitamina C supporta il sistema immunitario e il normale funzionamento delle ossa. Lattoferrina e zinco non sono vitamine né macro o micronutrienti essenziali ma svolgono un ruolo chiave nel sostegno al sistema immunitario e alla crescita del bambino. La Pappa reale è un rimedio naturale comunemente impiegato nei bambini e ragazzi inappetenti. Si tratta di una sostanza prodotta dalle api, ricca di macronutrienti (proteine, carboidrati, lipidi) e vitamine. È nota per le sue proprietà energizzanti, favorisce il metabolismo e stimola l’appetito.
Plasmon consiglia: Come strutturare i pasti per l’inappetenza dei bambini?
Quando il Pediatra ha escluso cause patologiche, trasformare il momento del pasto da una potenziale fonte di stress a un'occasione serena di scoperta e condivisione è il primo passo per superare l'inappetenza. Creare una routine e un ambiente positivo può fare una grande differenza, assieme a delle pappe nutrienti e gustose, pensate per le necessità dei bambini.
Ogni pappa per bambini inappetenti e non solo dovrebbe essere costituita di tre componenti principali, più una componente di grasso:
Una fonte di carboidrati: - Pastine per neonati, creme, semolino ed altri prodotti pensati per neonati e bambini;
Una fonte di proteine; Omogeneizzati di carne, che possa essere pollo, manzo o prosciutto cotto;
Una fonte di verdure: Omogeneizzati di verdure di vario tipo e poi iniziare ad introdurre verdure di ogni varietà;
E una fonte di grassi: - Preferibilmente usare olio extra-vergine di oliva.
In ogni caso, l’obiettivo principale dovrà essere quello di creare un ambiente positivo e stimolante durante i pasti, trasformando un potenziale momento di tensione in una piccola gioia tra bambini e genitori, anche attraverso la preparazione di pappe vivaci e piene di sapori nuovi da esplorare.
- Manuale di nutrizione in età evolutiva, SIPPS, 2016
- Manuale di Pediatria, Tom Lissauer, Will Carroll, 5° edizione, 2018
- Manuale SIGENP di nutrizione pediatrica, 2016
- Pediatric Nutrition, American Academy of Pediatrics, 9° edizione