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Benessere

Vitamina D ai neonati e ai bambini: fino a che età e quando serve

Vitamina D ai neonati e ai bambini: fino a che età e quando serve
plasmon
Scrittore ed esperto1 mese fa
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Vitamina D ai neonati e ai bambini: fino a che età e quando serve

I benefici della vitamina D3 per lo sviluppo osseo dei neonati

La vitamina D è responsabile dell'assorbimento del calcio e mantiene la struttura delle ossa. La vitamina D in realta è da considerare un pre-ormone, che ha il compito di regolare il metabolismo di calcio e fosforo. L’alimentazione garantisce solo il 10-15% del fabbisogno di vitamina D, mentre la maggior parte è sintetizzata dall’organismo attraversola cute. La vitamina D esiste in due forme: vitamina D2, o ergocalciferolo, e vitamina D3, o colecalciferolo. La formulazione più comune che viene usata nei neonati è la vitamina D3 in gocce.

Quando dare la vitamina D ai neonati e fino a quando?

Nei neonati fino a 12 mesi di vita è consigliata l’integrazione di vitamina D3 con un dosaggio di 400 UI (Unità Internazionale) al giorno. Nei bambini tra i 12 e i 24 mesi di vita il fabbisogno di vitamina D3 aumenta e diventa di circa 600 UI al giorno. Il latte materno e l’alimentazione sostitutiva possono non fornire quantità sufficienti di questa sostanza, perché la vitamina D viene prodotta solo in presenza di esposizione della luce solare, quindi numerosi fattori, quali la stagione, la copertura nuvolosa, l’orario, lo smog, il colore della pelle influenzano l’esposizione ai raggi UV e quindi la sintesi di vitamina D. Secondo gli esperti sarebbe necessario esporre il corpo al sole per 5-30 minuti tra le 10 e le 16 ogni giorno o almeno due volte a settimana senza utilizzare creme solari per soddisfare il fabbisogno di vitamina D.

Quali sono i sintomi della carenza della vitamina D nei bambini e nei neonati

In caso di carenza di vitamina D nei neonati e bambini, le ossa possono non svilupparsi correttamente e si può manifestare il cosiddetto rachitismo, caratterizzato da ossa più fragili e facilmente deformabili. Se non trattato con la vitamina D, il rachitismo può determinare fratture ossee anche con traumi modesti; ritardo nella dentizione e nella chiusura delle fontanelle; curvatura delle gambe “a sciabola”; ossa del cranio con una minore resistenza (cranio a pallina di ping-pong) e infine nei casi più gravi il cosiddetto rosario rachitico cioè la presenza di sporgenze, come grani di un rosario, a livello delle articolazioni tra le costole e lo sterno. Nelle forme gravi che per fortuna non sono più presenti in Europa, i bambini possono faticare a crescere e presentare ritardo dello sviluppo, convulsioni, problemi cardiaci e anomalie dello sviluppo dei denti.

Dopo l’anno di vita il pediatra può consigliare di proseguire nell’integrazione di vitamina D in presenza di condizioni che possono esporre al rischio di un deficit, oltre alla scarsa assunzione con la dieta, la pelle scura o la ridotta esposizione al sole, l'obesità o malattie che causano malassorbimento o terapie farmacologiche.Quando non dare la vitamina D invece? L’integrazione può non essere necessaria ai bambini allattati esclusivamente con formula. La maggior parte dei prodotti in formula, infatti, contiene già una quantità supplementare di vitamina D. Ma un ulteriore aspetto che è fondamentale ricordare è che la vitamina D deve essere considerata un'indispensabile alleata del nostro sistema immunitario; è infatti un agente immunomodulante con la capacità di agire a livello delle cellule che fanno parte di questo complesso sistema di difesa. Conseguentemente, bassi livelli di vitamina D contribuiscono all’indebolimento del sistema immunitario e talvolta nei momenti in cui abbiamo bisogno di attivarlo può essere necessaria una integrazione supplementare.

La vitamina DHA e lo sviluppo della funzione visiva dei neonati e bambini

Che cos’è e a cosa serve il DHA nei bambini e nei lattanti? Il DHA è fra i nutrienti indispensabili durante la gravidanza e l'allattamento. L’acido oecosaesaenoico (DHA), come l’acido arachidonico (ARA), è un acido grasso insaturo presente nel latte materno in quantità costanti, dal colostro fino al dodicesimo mese di allattamento (DHA circa 7 mg/100 ml, ARA circa 15 mg/100 ml). Durante la gravidanza e nei primi anni dopo la nascita, il DHA si accumula nel cervello e nella retina prima del feto e poi nel neonato e lattante, con un ruolo importante per lo sviluppo della capacità cognitive e visive dei bambini. Il DHA (insieme all’acido arachidonico) è importante perché è indispensabile per la sintesi delle membrane cellulari, in particolare di retina e cervello. È consigliato come integratore per bambini di età compresa tra i 7 e i 24 mesi, ma è preferibile che sia l'alimentazione della mamma ad essere integrata durante la gravidanza e l'allattamento. Sono stati anche effettuati studi che hanno dimostrato come in alcuni casi, i bambini nati da donne che assumevano integratori omega-3 avevano meno probabilità di soffrire di eczema, asma e allergie, per lo meno nei primi anni di vita.

Autrice: Dott.ssa Maria Luisa Roberti, Specialista in Clinica Pediatrica, Nipiologia e Paidologia, Chirurgia Pediatrica e Omotossicologia. Esperienze lavorative: medico dirigente Servizio di Neonatologia Clinica, medico dirigente Divisione di Chirurgia Pediatrica, Consulente Pediatra presso la divisone di Dermatologia Pediatrica, Pediatra di famiglia.

Avvertenze:

  • Non superare la dose giornaliera raccomandata
  • Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta varia ed equilibrata
  • Tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei 3 anni
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