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Educazione

Come spiegare la diversità ai bambini

Come spiegare la diversità ai bambini
Elisa Pella
Scrittore ed esperto1 mese fa
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Ho scritto una breve storia che puoi leggere con i tuoi bambini o da cui puoi trarre spunto per affrontare con loro questo prezioso argomento.

Filippo aveva sei anni e frequentava la prima. Un giorno tornò a casa da scuola visibilmente triste. Dopo un po' di coccole, la mamma riuscì a farsi raccontare cosa fosse successo.

“Mi hanno preso in giro!” disse Filippo tra le lacrime. “Mi hanno chiamato Filippa perché avevo la coda ai capelli.”

“Deve essere stato un brutto momento per te, eri contento della tua coda e ora vedo che l'hai sciolta” rispose la mamma abbracciandolo.

“Bruttissimo, non sono più miei amici!” urlò Filippo arrabbiato.

La mamma aspettò che Filippo si calmasse un po' poi disse: “Sai che in ufficio con me c'è una donna molto dolce, si chiama Emilia. Emilia da ragazza si sentiva diversa da tutte le sue amiche perché a lei non piacevano vestiti che di solito indossano le bambine: voleva giocare a pallone, mettersi i pantaloni e felpe larghe. Ma a scuola la prendevano in giro e a casa non la capivano, le dicevano: ma perché non fai come le altre bambine Emilia!” Filippo ascoltava la mamma con attenzione, anche se continuava a tenere gli occhi bassi. La mamma continuò: “Lei si sentiva così sola che non aveva più voglia di uscire e stare con gli altri. Adesso però Emilia ha un sacco di amici e amiche, si veste come vuole e in ufficio tutti le vogliono bene. Sai cosa è successo: ha capito che quello che la rendeva diversa non la rendeva peggiore. Era solo lei, con il suo modo di essere. Ha capito che chi la criticava lo faceva perché non capiva, non perché era migliore. Ha capito che invece di nascondersi può insegnare agli altri che ognuno è libero di scegliere e che ogni volta che incontriamo qualcuno di diverso da noi dovremmo essere contenti perché la diversità è ricchezza.”

“Cosa vuol dire che la diversità è ricchezza, mamma?” chiese Filippo.

“Ti piacerebbe mangiare pollo tutte le sere della tua vita?” domandò allora la mamma.

“No...” rispose Filippo.

“E ti piacerebbe leggere sempre e solo lo stesso libro?”

“No...”

“Ti piacerebbe che i tuoi amici fossero tutti identici, dicessero e facessero tutti le stesse cose?”

“No, che noia” rispose allora Filippo sorridendo per la prima volta.

“Ecco!” Esclamò la mamma contenta che lui comunicasse a capire. Le persone diverse da noi ci aiutano a fare e immaginare cose diverse. Pensa a un arcobaleno: un arcobaleno di un solo colore non sarebbe un arcobaleno, sarebbe un arco!” Risero tutti e due poi la mamma continuò: “La magia si crea quando colori e persone diverse stanno insieme. E non è sempre facile capire e accettare chi è diverso da noi, ma è una cosa che dobbiamo imparare e che ci rende migliori.”

“Allora domani posso rifarmi la coda?” Domandò Filippo con un filo di voce.

“Certo, se è quello che vuoi, sei libero di scegliere per te.”

“E se mi prendono ancora in giro?”

“È possibile che succeda. Cosa vorresti rispondere?”

“Che la mia coda è la mia diversità e che loro sono fortunati ad essere miei amici!”

La mamma sorrise. “Mi sembra un'ottima risposta.”

“Anche Camilla è diversa, lei ha due mamme.”

“Certo, e anche Emil è diverso da te, lui ha due fratelli e tu sei figlio unico, giusto?”

“Ma allora siamo tutti diversi mamma!”

“È proprio così”, disse la mamma alzandosi per andare a preparare la merenda. “Abbiamo corpi diversi, gusti diversi, lingue diverse e abitudini diverse. La cosa migliore da fare è essere curiosi e smetterla di giudicare. La vuoi una fetta di pane con la marmellata?”

“Sììì” disse Filippo saltando i piedi. E trotterellando seguì la mamma in cucina.

Elisa Pella
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